"Senza legalità non c'è libertà, quindi ... coltiviamola attraverso le nostre azioni quotidiane"

Il 15 marzo, u. s. gli alunni della classe quinta del plesso di Buonopane, guidati dalle docenti Di Massa Bonaria, Di Meglio Rita Diana e Mollica Rosanna, ancora una volta sono stati costruzionisti e protagonisti del loro sapere grazie ad un progetto nato grazie all' invito dei docenti della scuola secondaria di primo grado dell’I.C. "Anna Baldino" ad una  giornata particolare: "La festa della Legalità". Questa occasione ha dato lo spunto per organizzare un vero e proprio laboratorio in cui non solo segnalare situazioni di quotidiana illegalità ma anche agire per combatterle.

Lo spot adottato è stato quindi "Senza legalità non c'è libertà, quindi ... coltiviamola attraverso le nostre azioni quotidiane". 

È stato veramente interessante vedere e sentire che alunni così piccoli sono già a conoscenza di problematiche gravi ed attuali come il bullismo, la mafia...e che molti di loro già denunciano delle situazioni che, ai loro occhi, risultano "illegali" .

Il nostro punto di partenza è stata la conversazione, mirata e guidata, su argomenti abbastanza difficili da capire vista la tenera età degli allievi, ma tentare non nuoce mai. Parlare ha portato gli alunni a porsi domande del tipo " Che cos'è la legalità?", "Come è nata la mafia?", e a tali domande non si poteva che rispondere con la ricerca e l'approfondimento delle parole che sono alla base della legalità stessa, quali il rispetto, la libertà, la legge ..., con tali parole è stato disegnato l'albero della legalità che contiene al suo interno le parole stesse ed è colorato di verde, un verde che fa ben sperare. Successivamente sono stati ricercati ed analizzati, aforismi legati alla legalità scritti da uomini illustri, italiani e stranieri, di tutte le epoche storiche. Attraverso Wordsearch , crossword e  cruciverba, in lingua italiana ed inglese hanno ricercato parole e frasi legate all'argomento trattato. Inoltre hanno strutturato "il diario della legalità", una sorta di poche e semplici regole costituite da poche e semplici parole da rispettare, perché non restino solo parole vuote. 

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Rappresentare graficamente il nostro paese è servito a far loro individuare le zone in cui sono nate le più grandi associazioni illegali presenti in Italia, e grazie a ricerche di notizie e di immagini, molto accurate, a conoscerne più a fondo la storia.

In memoria di tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la legalità, gli alunni hanno ricercato ed analizzato aforismi e frasi celebri di alcune figure di uomini (magistrati, uomini appartenenti alle forze dell'ordine, sacerdoti, giornalisti, imprenditori, politici, scrittori, cantanti, capi di stato ), viventi e non, che hanno combattuto la mafia e le illegalità ad essa legate, soffermandosi non solo sulla loro vita ma soprattutto sulle loro opere. 

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Modalità alternative di conoscenza di alcuni aspetti della mafia sono state offerte dal cineforum ( attraverso la visione del film di Pierfrancesco Diliberto - PIF - " La mafia uccide solo d'estate " ) e dalla lettura multimediale del romanzo di Luigi Garlando "Per questo mi chiamo Giovanni "; tale lettura è stata particolarmente avvincente e chiarificante per gli alunni.

Il romanzo di Luigi Garlando "Per questo mi chiamo Giovanni" è la storia della vita di Giovanni Falcone, raccontata da un padre a un figlio attraverso le testimonianze della sorella di Giovanni Falcone. Il libro parla di giustizia e dei valori per i quali Giovanni è vissuto e si è sacrificato e ci insegna cos'è la mafia e che può essere combattuta da grandi e piccoli, nella vita di tutti i giorni.

Un giorno di vacanza è il regalo di compleanno che il ragazzino protagonista di questo romanzo riceve dal padre. Un giorno tutto per loro, un giorno particolare in cui il ragazzino viene a sapere perché fra tanti nomi suo padre ha scelto per lui proprio "Giovanni".

Padre e figlio vanno in giro da un luogo all'altro nella Palermo di oggi. Dalla Vucciria a Mondello, dal Palazzo di Giustizia fino a Capaci, ogni tappa è lo spunto per raccontare momenti importanti della vita di Giovanni Falcone.

Emerge piano piano la figura di un uomo di eccezionale onestà, coerenza, con un grande senso del dovere, di un magistrato che mette in gioco tutto se stesso nella lotta contro la mafia, di un cittadino rispettoso dello Stato e della legalità, che crede profondamente nella giustizia, di un eroe scomodo per troppe persone.

Attraverso il racconto del padre al figlio ne abbiamo rivissuto insieme battaglie, speranze, vittorie, sconfitte, e non per ultimi, isolamento e solitudine.

In particolare Giovanni scopre e conosce Cosa Nostra e inizia a comprenderne la natura subdola e insinuante che si basa sulla prepotenza e si alimenta di paura, passività e complice silenzio.

Soprattutto, capisce che la battaglia da combattere, lunga ed estremamente difficile, deve iniziare subito coinvolgendo i più giovani non ancora rassegnati all'inerte accettazione di questo capillare fenomeno criminoso. Anche a prezzo di scelte scomode e difficili.

Al termine della lettura gli alunni hanno rappresentato graficamente il romanzo letto ma

solo in bianco e nero, poiché dalla discussione che ne è scaturita hanno ritenuto

opportuno, visto l'argomento  non usare colori di altro tipo.

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Gli ultimi lavori che i bambini hanno pensato di realizzare sono stati un calendario composto da vari pezzi, su cartoncino arancio, un colore vivo e vivace che fa pensare alla speranza di un futuro diverso, su cui sono state riportate immagini, frasi e brevi biografie di personaggi che hanno combattuto e che combattono ancora contro ogni tipo di illegalità. In fondo al calendario, poi, ognuno di loro ha espresso un pensiero, un sentimento o un’emozione, e racchiuso in una nuvola ed idealmente appesi ad un albero tridimensionale, realizzato con materiali riciclati che richiamasse l’idea dell’albero intitolato a Giovanni Falcone che si trova a Palermo.

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Hanno infine relazionato, attraverso un’autobiografia cognitiva tutto il percorso proposto e affrontato e pensato di scrivere una lettera, indirizzata direttamente al Sindaco del Comune di appartenenza per “denunciare” ciò che a scuola non va (dal punto di vista strutturale e dei servizi spettanti al Comune),ma soprattutto hanno esposto proposte concrete di miglioramento, che, ovviamente sperano vengano prese in considerazione.  

Anche questa esperienza è stata intensa ed emotivamente forte perché ha permesso a tutti noi di ripensare ai nostri comportamenti, ai luoghi che frequentiamo, alle regole che rispettiamo ed alle persone che devono far rispettare le leggi, ma anche a chi rischia la propria vita, ogni giorno per il bene comune.

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AUTOBIOGRAFIA COGNITIVA

“LA LEGALITA’”

 

Qualche tempo fa la maestra ci ha detto che gli insegnanti della scuola media di Barano ci hanno nuovamente invitato per parlarci della legalità."     

Una parola strana, mai sentita.... motivo per cui abbiamo deciso tutti insieme di ricercarne il significato, e tutto è partito  da questa definizione :                       

"Legalità: l'essere conforme alla legge e a quanto è da questo prescritto. Tale principio impone infatti a tutti il pieno rispetto della legge, che è il vero "strumento " del popolo, la cui fonte può stabilire o modificare, direttamente o indirettamente, i diritti fondamentali dei cittadini e le regole di convivenza e di comportamento”.

Alla nostra età è stato difficile capirne il significato con le sue varie sfaccettature.

Siamo ragazzi di quinta elementare, e tradurre il senso stretto della parola legalità è stato alquanto semplice: "con tale termine intendiamo tutto quel complesso di diritti e doveri di ogni cittadino che permette una vita serena al singolo individuo all'interno di una società ". Semplice, visto!

Il difficile è stato capire che ormai, principi quali moralità e rispetto sono andati persi o addirittura sono cambiati nel tempo. Gli interessi individuali superano sempre di più i bisogni della collettività e denaro e potere ne fanno da padrone. Nel corso degli anni abbiamo visto così nascere organizzazioni ben più organizzate dello Stato stesso. Organizzazioni che approfittano delle paure, della fame, e a causa dell'ignoranza delle persone hanno acquistato un potere più grande dello Stato. Stiamo parlando di mafia, camorra, sacra corona unita, 'Ndrangheta e anonima sequestri.

Ci è sembrato assurdo e impossibile che queste organizzazioni avessero potuto prendere il controllo di interi territori, e svolgere attività ben oltre la soglia dell'accettabilità, come, sequestri di persone, prostituzione, traffico di droga, traffico di armi, traffico di scorie tossiche, traffico di uomini, e quant'altro.

Eppure è la realtà, capire questo mondo a noi sconosciuto non è stato facile come, non è stato facile comprendere che tante volte queste attività sono cresciute nell'inconsapevolezza delle persone, nell'immoralità e nella corruzione che si nasconde dietro ogni piccola e grande cosa.

Dietro un'omertà, dietro a tante morti, dietro a tanto terrore e paura però abbiamo conosciuto anche persone speciali, persone che ci hanno fatto capire che il nostro Paese può diventare migliore, persone che con la loro stessa vita ci hanno fatto capire che il silenzio uccide più delle parole, che bisogna essere uniti, e che come disse un grande:"La mafia è un fenomeno umano e, come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà, quindi anche una fine ". (G. Falcone)

E spetta a noi pensare a come arrivare a quella fine, noi futuro dell' umanità attraverso l'applicazione del buon senso e della legalità, dobbiamo agire, perché di una cosa siamo sicuri:" ognuno da solo non può fare niente, ma insieme possiamo cambiare il mondo!".

Se adesso pensiamo al futuro e a ciò a cui andremo incontro, ci invade un senso di angoscia ma solo perché siamo piccoli ancora, ma la consapevolezza e non solo le notizie di ciò che abbiamo appreso ci guiderà affinché questo senso di angoscia sparisca con il nostro crescere e maturare spingendoci ogni giorno a migliorare noi stessi ed il mondo in cui viviamo. E allora grazie ancora una volta!

I bambini della quinta di Buonopane

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